Molti si chiedono quanto e quando sia giusto meditare. Sui testi classici non ci sono indicazioni precise in termini di minuti e pause, fatto che ci porta a un’importante considerazione: siamo noi a prendere questa fondamentale decisione. Dobbiamo seguire il nostro istinto, il “Guru interiore”, ponendoci allo stesso tempo qualche vincolo in termini di durata minima della seduta. E qui entra in gioco l’esperienza. Quella degli altri, se siamo dei principianti.
Una seduta di quindici/venti minuti, da effettuare due volte al giorno, può essere considerata il minimo indispensabile. Per chi non ha mai meditato, ma proprio mai mai, va bene anche iniziare a praticare per cinque minuti, e poi incrementare gradualmente col passare dei giorni e delle settimane. Chiaramente mentre giorni e settimane passano, è fondamentale che la pratica venga effettuata con costanza e consapevolezza.
Nella meditazione, la quantità è più importante della qualità. Questo dobbiamo ricordarlo sempre. Stare seduti nella posizione del loto per tre ore, soffrendo indicibilmente non è segno di illuminazione, è una prova di forza. Anche cinque minuti di respiro consapevole sono più importanti di un simile stillicidio. Se non vi sentite pronti per i canonici quindici minuti, quindi, meditate per cinque, ma anche per due, o per tre. Gettate le basi, con pazienza. Sarò facile stare seduti per pochi minuti, e in breve tempo sentirete lo stimolo ad allungare la durata della seduta, alla naturale ricerca di una maggiore profondità nella vostra pratica.
Infine, ricordate il principio fondamentale: “poco è meglio di niente”. Meglio meditare due minuti, che non meditare per niente.
Adesso è tempo di meditare 
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