domenica 27 ottobre 2013

Il servizio e la ricerca di Dio

La prima cosa che dovete cercare é Dio. Tutte le nostre attivita devono essere "spiritualizzate" a questo scopo. Dovete avere Lui in mente mentre fate qualsiasi cosa. Non potete avere idea dei benefici che potrete ottenere.

L'obiettivo é Dio, il resto é un insieme di mezzi e di strumenti per arrivarVi. Per fare questo non dovete fare altro che spostare la vostra attenzione, il vostro obiettivo sull'offrirr al Divino qualsiasi cosa stiate facendo. In ogni istante provate a volgere lo sguardo verso di Lui.

So che non é facile. É come cercae di essere sempre consapevoli del respiro: si perde in continuazione, l'attenzione vaga, non riusciamo a mantenerla su quello che vogliamo. Eppure abbiamo forza di volontá e discriminazione. Queste possono essere allenate, esattamente come muscoli.

Provate a mettere voi stessi dopo gli altri, per una volta, con la pratica del servizio non interessato. Fate qualcosa per qualcuno, senza che ci sia minimamente bisogno che lo facciate ( apparentemente!!), e poi fatelo ancora. Fatelo per persone con le quali non siete emotivamente coinvolte, con le quali non avete un rapporto particolarmente diretto e stretto.

Provate a basare le vostre azioni non piú sull'egoismo, ma sul servizio all'altro. Se avete un'attivitá, non pensate esclusivamente alla massimizzazione dei vostri profitti:come dice il mio Maestro, fa poca differenza se mangiate da un piatto d'oro o da un piatto di carta.

venerdì 25 ottobre 2013

I Cinque Precetti: un processo graduale

Coloro che si trovano a studiare i I Cinque Precetti noteranno un approfondimento della loro pratica meditativa. L'applicazione dei precetti e la pratica seduti non sono infatti due pratiche realmente scisse, ma due facce di un'unica medaglia.

Ognuna delle due facce influenzerà l'altra, e in quest'influenza reciproca entrambe le pratiche miglioreranno e diverranno più intense. L'allungarsi dei periodi di pratica produrrà come conseguenza una maggiore osservanza dei precetti .

Mentre lavoriamo alla coltivazione di gentilezza e compassione nelle nostre sessioni di
meditazione noteremo le contraddizioni tra le qualità che attribuiamo alla nostra pratica
formale e il nostro comportamento nel resto del mondo . Alcuni di noi sceglieranno di
lavorare per arrivare ad un approccio coerente sia dentro che fuori dal setting meditativo .

E 'importante iniziare questo percorso camminando, e di non iniziare subito a correre. Provare
sempre a guardare qual'è la motivazione che ci spinge a fare qualcosa . E' opportuno che osserviate inizialmente  i precetti che hanno attualmente senso per voi e che sono coerenti e compatibili con la vostra attuale comprensione .

Se qualcosa vi sembra sbagliata, non fatela. Man mano che impariamo cose in più sul Dhamma , accanto al maggiore sviluppo della nostra pratica di meditazione, rivedremo di volta in volta la nostra posizione e sentiremo la necessità di adeguare regolarmente gradualmente la profondità del nostro rapporto con i singoli precetti . Questo sarà un processo graduale e natualel e e non deve essere oggetto di forzatura .

L'osservanza dei precetti deve essere sempre perché "vogliamo", non perché ci è stato detto che dobbiamo. E' la maggiore comprensione della relazione tra felicità e sofferenza - attraverso la nostra pratica - che serviranno ad alimentare la nostra adesione ai precetti a lungo termine e questo risveglio si configurerà come un processo graduale .

giovedì 24 ottobre 2013

I Cinque Precetti: applicazione, etica e morale

I Cinque precetti rimandano al concetto di moralità. Per alcuni il collegamento è istintivo, non privo di un sensodi disagio e di doverizzazione, per quanto questa parola faccia schifo. Dobbiamo però ricordare che ogni persona cammina per la propria strada, segue il proprio sentiero e questo concetto sta alla base dell'incontro tra la persona e i Cinque Principi.

Ogni giorno ciasucno di noi si trova davanti a questioni etiche più o meno difficili: devo uccidere questa zanzara? Il desiderio che sto provando è lecito? Può portare bene a me e agli altri?

Tuttavia non dobbiamo dimenticare che il nostro comportamento, che sappiamo essere consapevole e intenzionale, deve essere funzione della nostra posizione sulla giusta linea di condotta. In questo senso i precetti e gli insegmaneti Siamo supportati da una serie di linee guida che troviamo nei nei precetti e negli insegnamenti sulla Right Livelihood, il giusto vivere, ma non sono (volutamente ) esaustivi.

Se lo fossero non avrebbe più senso una delle prerogative dell'essere umano: il libero arbitrio , il che ci permette di scegliere di agire in modo "giusto" in ogni data situazione . I precetti sono molto pratici , ma sono anche molto difficili da applicare.

Uno degli approcci (ahimè) più comuni nell'affrontare i Principi è quello di ignorarli in toto, espressione del sottostante senso di disperazione: non possono essere rispettati completamente e subito, quindi li ignorerò! Esiste poi l'approccio basato sulla superiorità compiaciuta: quella dei neo-vegani che si rivolgono disgustati alla moglie chiedendole stupiti se davvero mangia ancora carne.

Il nostro approccio potrebbe quindi essere basato sulla disciplina, e i precetti potrebbero essere sottoscrittii completamente. In questo caso ci si rende rapidamente conto che non siamo semplicemente pronti. Possiamo anche ingannare noi stessi decidendo che approfondiremo la pratica dei precetti a suo tempo... in un tempo imprecisato.

Quello che possiamo fare è impegnarsi nella semplice osservanza dei singoli precetti. una approccio minimale, se vogliamo, o in una pratica spirituale profonda nella quale si esplora la logica estensione dei precetti a ciascuna delle nostre attività quotidiane, il che ci permette di lavorare a livelli più sottili .

mercoledì 23 ottobre 2013

I Cinque Precetti - forma negativa, approccio iniziale e pratica

Come avete potuto notare nel primo post sui Cinque Precetti, questi sono di solito formulati in forma negativa: "io mi asterrò...". E' interessante ed è una delle prime cose che ho notato quando li ho incontrati per la prima volta. In un certo senso ricordano i Dieci Comandamenti; "non rubare", "non desiderare la donna d'altri", etc.

Eppure abbiamo già visto che non devono essere considerati come dei comandamenti, ma come regole o linee guida da sperimentare nella quotidianità e su cui riflettere o, ancora meglio, meditare durante le nostre sedute. Vedremo presto alcuni aspetti della meditazione su un concetto e, ovviamente, qualche aspetto pratico.

Inutile dirlo, la forma negativa racchiude e propone quella positiva. La sincera adesione al precetto può essere vista come una pratica estremamente profonda. Come nella pratica meditativa, possiamo considerare l'applicazione del precetto alla vita di tutti i giorni come una pratica vera e propria da affinare man mano che si affina la nostra comprensione di ogni precetto; anche in questo modo  la nostra osservazione del precetto e della Realtà diventerà più chiara e profonda .

E' indubitabile che non tutti sentano pronti da subito nell'impegnarsi a rispettare queste regole di formazione. Il solo riflettrvi sopra è tuttavia di grande beneficio e degno di esame attento.
Date un'occhiata ai precetti. Superficialmente alcuni di loro sembrano facili, altri più difficili, sia per quanto riguarda la loro comprensione, sia per quanto riguarda l'applicazione alla quotidianità.

Provate a iniziare a integrare quelli che con più facilità sono associabili alla vostra vita quotidiana; guardate invece quelli che sentite  invece come apparentemente più distanti con una mente aperta e curiosa . Esaminate il grado della loro applicabilità alla vostra vita e alla pratica .

Un punto fondamentale per essere consapevoli è che i precetti si riferiscono ad azioni che vengono effettuate intenzionalmente . Ciò che è significativo è l'intenzione dietro l'azione. Pensiamo ad un'azione che stiamo per eseguire: è favorevole al bene degli altri e al nostro? Ha come scopo di portare la felicità , la saggezza , l'armonia , la generosità , la gentilezza e la compassione ?

I Cinque Precetti



I Cinque Precetti sono le principali linee guida etiche dei seguaci del Buddismo. Questi forniscono un enorme sostegno per la nostra pratica di meditazione , essendo essi stessi "lavoro spirituale".
Occhio, non sono comandamenti, niente imposizioni o simili.

E' più correttp paralare di "regole" o linee guida che decidiamo volontariamente e consapevolmente di condividere. L'applicazione degli stessi non deve essere necessariamente applicati interamente, anzi, è consigliabile un approccio graduale, soprattutto per chi è completamente estraneo a questa tradizione.

Ricrodate poi che il sistema è interamente "autogestito": non c'è nessuno 'là fuori' in attesa di giudicare il nostro operato. Ci atteniamo ai precetti perché riteniamo possano essere utili e perché aspiriamo ad approfondire gradualmente la nostra pratica di ognuno di essi.

Qui sotto li trovate tutti e 5. Per il momento, provate a riflettere su ciascuno di essi. Provate a capire quanto attualmente state praticando ciascuno di essi. Provate a vedere quali state applicando meno e peggio e quelli, invece, su cui siete più "ferrati". Meditate su ciascuno di essi durante le vostre sedute di meditazione.


Mi attengo al precetto di astenersi dal distruggere gli esseri senzienti.
(pānātipātā veramani sikkhā padam samādiyāmi)

Mi attengo al precetto di astenersi dal prendere cose non dato.
(adinnādānā veramani sikkhā padam samādiyāmi)

Onoro il precetto di astenersi da una condotta sessuale scorretta.
(kāmesu micchācārā veramani sikkhā padam samādiyāmi)

Onoro il precetto di astenersi dal mentire.
(musāvādā veramani sikkhā padam samādiyāmi)

Onoro il precetto di astenersi da sostanze intossicanti.
(Sura meraya majjapamādatthānā veramani sikkhā padam samādiyāmi)

martedì 22 ottobre 2013

Ritrova il tuo Equilibrio

Si tratta di una dritta importante. La calma, la pazienza e l'equilibrio interiore sono le prerogative fondamentali per Spesso ci ritroviamo a dover incorrere in qualche grossa difficoltà prima di renderci conto che le nostre risorse personali sono a zero.

Lo stato di equilibrio non è un concetto astratto. E' un insieme complesso di fattori come obiettività, apertura mentale, voglia di esplorare sinceramente il percorso dell'esistenza. Come sappiamo lo Yoga è uno strumento potentissimo per la crescita intriore e per raggiungere un solido stato di equilibrio.

Non si tratta però dell'unico sistema: nel suo straordinario ebook Ritrova il tuo EquilibrioMonica Popescu Pesce, affermatissima life coach e trainer  (e non solo!) ci insegna come vedere il ritorno all'equilibrio come il percorso che realmente è: un ritorno alla limpidezza della mente, e all'uso


Cosa aspettate a iniziare a ritrovare il vostro equilibrio?

domenica 20 ottobre 2013

Ascoltare l'Infinito prima di addormentarsi

Gli istanti che precedono il sonno possono essere preziosi per approfondire la vostra abilità nel concentrarvi, che potrete poi utilizzare proficuamente durante le vostre sessioni di meditazione o, ancora meglio, nelle attività che svolgete quotidianamente.

Che siate soli o in compagnia, arriverà un momento in cui appoggerete la testa sul cuscino, o sul materasso, se non utilizzate un cuscino. Provate per una volta ad appoggiare la testa di lato, in modo che un orecchio - preferibilmente il destro - sia appoggiato, con una leggera, naturale pressione sul letto.

A questo punto chiudete naturalmente gli occhi e portate la vostra attenzione  nell'orecchio destro. Ascoltate. Ascoltate il silenzio, e cercate di penetrarvi sempre di più. Dopo pochi istanti potreste iniziare a sentire dei suoni. Alcuni sentono una specie di sibilo continuo, altri un rumore simile a quello delle onde del mare.

Cercate di entrare sempre di più all'interno di ciò che sentite. Andate in profondità. Per questa volta - solo per questa volta - vi concederò di essere più negligenti nei vostri pensieri, perchè state comunque andando a dormire, quindi accoglieteli; provate però ad accompagnarli nel suono che sentite nell'orecchio destro. Praticate fino a che non cadete addormentati.

Verificate l'effetto di questa pratica, considerando come vi sentite quando vi svegliate, e cosa avete sognato. Come per tutte le altre pratiche, tenete traccia delle vostre impressioni su un diario, che vi servirà per avere un feedback e per capire gli effetti che hanno su di voi le vostre azioni.